L’isola che non c’è

(di Roberto Alberti, 27/11/2019)

Leggo con interesse il testo del punto 3 presentato dalla Lega all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di giovedì 28/11/2019 col quale chiede l’ “istituzione di isole pedonali periodiche e/o permanenti nei centri dei vari quartieri del comune”

ftp://ospite:ospite@documenti.comune.paderno-dugnano.mi.it/DG/CC/Convocazione_CC_28_novembre_2019 )

Nell’ampia premessa scopro una destra padernese che non conoscevo, attenta alle necessità del vivere sano nell’ambiente urbano e sensibile al problema dei centri storici assediati dal traffico frenetico.

Si dice preoccupata per le generazioni future, parla del commercio di vicinato che verrebbe valorizzato dalla chiusura “temporanea o permanente” delle aree centrali dei quartieri.

Nella premessa lamenta la strumentalità di certi temi sollevati troppo spesso per propaganda da coloro che amministrano la città ma privi poi di risvolti concreti.  E mi chiedo a chi si rivolgano questi signori poiché dieci anni di amministrazione forza-leghista appena conclusi sono una finestra sufficientemente ampia per stabilire di chi sono le responsabilità recenti, mostrare quali risultati abbia prodotto la loro gestione del territorio e capire quanto veramente hanno avuto a cuore certi temi.

Hanno certamente dimostrato coi fatti quanto sono stati sensibili all’ambiente, alla vivibilità dei quartieri e alla partecipazione dei cittadini.

Gli effetti del loro PGT tutt’ora in vigore sono sotto gli occhi di tutti e ancora ne subiamo le conseguenze: si edificano palazzine con decine di appartamenti in aree dove sorgevano vecchie villette o piccoli laboratori artigianali. Nuove costruzioni senza spazio attorno, bruciate sulla strada, che andranno solo ad aggravare il problema del parcheggio selvaggio. Rimane tutto da dimostrare come queste costruzioni rispondano ad un effettivo bisogno abitativo degli attuali cittadini padernesi.

Parlano di “passeggio” che “favorirebbe la salute” ma in via Sant’Ambrogio hanno abbattuto decine di alberi che avevano sessant’anni perché era più importante dare spazio alla strada percorsa dalle auto piuttosto che ampliare le aree pedonali rivedendo la circolazione, conservare il verde e ripensare lo spazio in modo diverso.

Danni permanenti, spazi urbani sottratti per sempre, nuove costruzioni realizzate che saturano di edifici lo spazio già risicato dei centri storici, nessun percorso ciclopedonale significativo realizzato per unire tali centri. Alberi abbattuti su richiesta di pochi cittadini ultrasettantenni, aree verdi cedute ai costruttori in cambio di aree a ridosso del Seveso. Nessuna valutazione attenta degli impatti ambientali di certe scelte.

Questa è l’eredità dell’amministrazione Alparone–Bogani in tema di ambiente urbano.

E il testo chiude con la formale richiesta di impegno da parte dell’attuale amministrazione a farsi carico di progetti concreti da portare avanti nelle sedi opportune.

Bene dunque. I forza-leghisti mettano da parte le polemiche con le quali hanno farcito le recenti sedute del Consiglio Comunale e portino le loro idee e il loro impegno nelle commissioni servizi e territorio. Collaborino con la giunta attuale affinchè trasformi quelle aree urbane nel modo che adesso anche loro immaginano, liberandole dal traffico e dal parcheggio selvaggio. Collaborino dunque nel trovare soluzioni e condizioni per una mobilità sostenibile con percorsi ciclopedonali di interconnessione tra i centri storici, sulle strade urbane attuali ristrutturate, dotate di panchine, angoli ombrosi e alberi, con percorsi protetti e sufficientemente illuminati anche di notte. Aiutino a trovare soluzioni affinchè i percorsi ciclopedonali non rimangano troncati ai confini della città ma proseguano e si colleghino a quelli dei comuni limitrofi.

Potrà essere una bella occasione di collaborazione e dialogo tra maggioranza e opposizione, un esempio per altre amministrazioni della zona.

Ma soprattutto, visto che la “scelta coraggiosa” non l’hanno compiuta loro ma l’hanno lasciata all’amministrazione venuta dopo di loro, si impegnino nel compito più ingrato ed elettoralmente più sconveniente: convincere quella importante parte dei cittadini “scettici” presente tra i loro sostenitori (gli anziani residenti, i commercianti e gli abitudinari dell’auto) che non è più possibile rimandare certe decisioni.

Lo facciano davvero, lo facciano per i cittadini di domani, e sarà finalmente l’inizio di un nuovo corso, anche qui a Paderno Dugnano.

L’isola che non c’èultima modifica: 2019-11-27T18:34:12+01:00da roberto.alberti
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