Quali barriere…

Sono passati più di quattro mesi da quel Consiglio Comunale

(di Roberto Alberti)
Sono passati più di quattro mesi dal Consiglio Comunale del 15 marzo 2016, data che coincideva con la fatidica “apertura delle buste” con la quale, al termine della gara, l’amministrazione comunale avrebbe assegnato in modo irrevocabile ed improrogabile ad una ditta appaltatrice i lavori di “riqualificazione ” di via Sant’Ambrogio.
Nonostante la promessa del sindaco, espressa durante la seduta del consiglio comunale del 15 marzo, di illustrare i dettagli dell’intervento in via Sant’Ambrogio, apprendiamo dalla “Calderina” (edizione giugno luglio 2016) l’imminente inizio dei lavori per “risolvere definitivamente il problema delle barriere architettoniche , che oggi impediscono il transito, in alcuni tratti, anche ai pedoni e compromettono la sicurezza dei muri di cinta delle abitazioni private”.
Le “barriere architettoniche” sono gli alberi che, subito dopo la sicurezza dei pedoni, “compromettono la sicurezza dei muri di cinta delle abitazioni private” ….

A distanza di tempo, per chi di noi ha seguito la vicenda assistendo alla riunione della Commissione territorio del sette di marzo e alla successiva riunione del Consiglio comunale, rimane una profonda delusione, convinti come siamo che ci fosse ancora qualche cosa da dire.
Questa riqualificazione lascia in sospeso questioni per noi nient’affatto risolte o risolvibili semplicemente col ripristino dei marciapiedi dopo l’abbattimento degli alberi. E rimangono molti interrogativi.
In quella delibera si legge di ristrutturazione attenta alle “utenze deboli” indicando tra gli appartenenti ad essa i pedoni e i ciclisti. Evidentemente però quando parla di “rete ciclopedonale e stradale sempre più efficiente” si esclude via Sant’Ambrogio dove la pista ciclabile non ci sarà. Qui, secondo l’attuale amministrazione ,“a favore delle utenze deboli” si debbono ripristinare gli attuali marciapiedi sacrificando gli alberi piuttosto che ridurre lo spazio alle auto.
Ma chi sono i soggetti che appartengono a questa categoria “utenze deboli” ?
Sembrerebbe siano le persone che transitano a piedi o con diverso mezzo percorrono la strada sui marciapiedi e hanno diritto di farlo in tutta sicurezza. Nel caso di via Sant’Ambrogio i ciclisti sono esclusi: se ne facciano una ragione.
In consiglio comunale hanno aggiunto alla categoria delle utenze deboli anche i disabili.
Chi sono davvero le utenze deboli?
I disabili o gli anziani forse cessano di essere “utenze deboli” quando si spostano in auto?
Se in auto si immettono sulla strada attraverso i passi carrai di via Sant’Ambrogio, rischiando incidenti per la mancanza di visibilità e per la riduzione dello spazio stradale causato dalle auto parcheggiate in sosta vietata, hanno forse perso il loro status di utenze deboli?
Non siamo tutti “utenze deboli” quando percorriamo con ogni mezzo una strada che non è sicura perché le auto in sosta stringono lo spazio alle auto che transitano nei due sensi?
Cosa c’è di tanto improponibile in via Sant’Ambrogio che non sia già stato realizzato in altre vie del Comune di Paderno affinchè ai lati dell’unica corsia dedicata alle auto ci sia più spazio per percorrerla in sicurezza in qualsiasi altro modo?

Quotidianamente lavoriamo, soffriamo i disagi ma godiamo i benefici del vivere nella metropoli milanese nella quale vige da anni una drastica regolamentazione e una limitazione nell’uso dell’auto tale da essere diventata ormai accettata da tutti come necessaria affinchè vivere in città non diventi un inferno.
Perché a casa nostra, a pochi chilometri da Piazza Duomo parlare o scrivere di queste cose ormai consolidate, accettate e scontate, sembra di gridare nel deserto?
Ai nostri amministratori, fermamente convinti del risultato del loro sondaggio datato 2013 e certi di aver assolto il loro dovere avendo consultato i cittadini, credo sia sfuggita qualche cosa.
Ci sono una serie di fatti che vanno elencati e le soluzioni ai problemi che questi fatti pongono non si evincono dal testo della Delibera 237 né dalle discussioni in aula alle quali ho assistito.
Forse saranno contenute nei dettagli esecutivi del progetto dell’amministrazione ma perché non concedere nessun margine alla discussione con i cittadini facendo credere che qualsiasi richiesta di revisione sia ormai impossibile?
Un fatto importante accaduto negli ultimi tre anni è che in via Sant’Ambrogio è stata autorizzata la costruzione di due nuove palazzine. Non due singole villette ma due residenze multifamiliari. Appartamenti di pregio e prezzi lontani dalle tasche di coppie giovani. E’ probabile che siano occupati da persone forse più avanti con l’età, economicamente realizzate e con figli maggiorenni e automuniti. Come dappertutto accade la questione box e posti auto è lasciata ai dettagli durante le fasi della compravendita. Fatta eccezione per il box di pertinenza obbligatorio per legge in caso di nuove costruzioni, le altre auto possedute dal nucleo familiare sembrano non costituire un problema per nuovi acquirenti, imprese immobiliari, amministrazione comunale. I già residenti conoscono invece gli effetti della presenza dei nuovi vicini.
L’incremento della sosta selvaggia è un fatto dimostrabile. E’ sufficiente guardare le foto scattate in questa via in anni diversi (anni 70, anni 90, oggi): la comparsa di nuove costruzioni ha sempre coinciso con un incremento delle auto lasciate in sosta sulla strada. Domani non sarà diverso.
via_S_Ambrogio_1960via_S_Ambrogio_2016

Il lavaggio strade è regolare ma inefficace vista la presenza costante di auto e nessun giorno in cui la sosta è vietata per davvero, ne sono testimonianza lo strato di fango e i rifiuti contenuti nelle caditoie delle acque meteoriche, soprattutto d’inverno.
Gli allegati fotografici alla Delibera 237 testimoniano in modo palese quale è la situazione attuale e la tolleranza dell’amministrazione nei confronti di residenti e frequentatori di negozi che lascino l’auto sulla strada.

In un ambiente urbano già così stressato, qual’ è la ragione del voler concentrare ancora qui altre residenze?

Si parla di quartiere della Città di Paderno ma le strade del centro sono quelle del vecchio paese di Palazzolo, delle stesse dimensioni da sempre.
Ci fa piacere pensare che sempre di un paese si tratta, con una sua identità e una storia.
Luoghi e persone fanno parte di questa storia e i protagonisti che vorremmo ricordare non sono i palazzinari di ieri e di oggi.
Don Giovanni Redaelli, al quale è stata giustamente dedicata una piazza, parlava di Palazzolo di cent’anni fa come di un giardino.
Quel giardino era già scomparso da tempo quando sono nato io ma i miei genitori, perché potessi immaginare com’era, mi indicavano quell’arco fatto di fronde che si poteva vedere nella nostra via guardando verso Incirano.
Partiva dall’ultimo brandello di quello che fu il Giardino De Vecchi con i suoi alberi secolari. Gli archi proseguivano con i tigli allungandosi fino ad Incirano. Abbiamo purtroppo perso anche l’ultimo pezzo del Giardino De Vecchi ciononostante quella dei tigli d’estate era ancora una vista stupenda.
Dal primo di agosto 2016 scomparirà anche quella, per sempre.

viaS_Ambrogio_cantieri(canitieri in via Sant’Ambrogio)

Quali barriere…ultima modifica: 2016-07-31T22:59:41+00:00da roberto.alberti
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