Le urla e le idee…

Riflessioni sulla serata del 15 marzo 2016

(di Roberto Alberti)

Alla fine è stata bocciata la mozione presentata in Consiglio Comunale con la quale l’intera opposizione chiedeva alla Giunta di stralciare dai lavori previsti dalla delibera 237 l’abbattimento degli alberi in via Sant’Ambrogio.
Quella che in Commissione Territorio l’assessore alle infrastrutture aveva definito una “soluzione aperta a futuri interventi” sarà la soluzione che ci terremo per i prossimi decenni se consideriamo che il turno degli investimenti in via Sant’Ambrogio ricapiterà solo tra trent’anni.
Un altro intervento a completamento dell’opera, hanno promesso, verrà fatto da qui all’anno prossimo, quando anche il filare sul lato ovest della via sarà abbattuto per lo stesso motivo: abbattimento delle barriere architettoniche.
Quest’intenzione forse non è stata ribadita in Consiglio Comunale nella seduta del 15 marzo 2016 ma è stato detto a chiare lettere, in una sorta di recita teatrale, la sera del 7 marzo 2016 in Commissione territorio. In tanti abbiamo assistito attoniti alla domanda rivolta dal Sindaco all’assessore della propria Giunta in merito al destino degli alberi sul lato ovest. L’assessore ha risposto come se per la prima volta dovesse informare il Primo Cittadino: gli alberi verranno abbattuti poiché anche su quel lato dovrà essere garantita la percorribilità senza barriere architettoniche.
Purtroppo il dibattito in aula e fuori da quell’aula in questi anni, nei consigli di quartiere e nelle piazze, è ruotato troppo, ancora e sempre, attorno alla questione degli alberi.
Uno spiraglio al dialogo dai banchi della maggioranza la sera del 15 marzo è sembrato emergere quando qualcuno ha voluto leggere un punto dello statuto del Comitato, quello che afferma che si vorrebbero salvaguardare i tigli “ove possibile”. Ma le conclusioni non hanno portato a nessuna apertura alla proposta del Comitato.
Alla fine ha prevalso il muro contro muro. Tutta la maggioranza compatta ha votato contro, senza dissidenti.
Invano il Comitato ha cercato di spiegare in queste settimane che una soluzione attenta alla fruibilità della strada per diverse categorie di cittadini non è incompatibile con la presenza degli alberi, anzi. Ne gioverebbe la vivibilità del quartiere.
Invano ha cercato di spiegare che anche per noi la questione principale è la sicurezza dei cittadini , che viene prima degli alberi, ma deve essere intesa in senso più ampio e che il problema non riguarda solo coloro che percorrono la strada a piedi nella parte bassa della via , dove sono presenti gli alberi sui marciapiedi, ma anche per coloro che vorrebbero percorrerla in bicicletta o per gli stessi residenti che escono dai passi carrabili con le loro auto: un metro di marciapiede libero dall’impedimento visivo degli alberi non li proteggerà dalle auto lanciate a sessanta all’ora in un tratto di strada che permarrà a doppio senso di circolazione. Che dire poi dei residenti che abitano nella parte alta della via: lì non sono gli alberi a ostruire la visibilità a chi esce dai passi carrai ma le auto in sosta vietata.
Ci sono altri che come il sottoscritto hanno sempre vissuto in questa via e che non riescono proprio a capire perchè in questo angolo di Paderno Dugnano, non si debbano veder applicate le funzionali e moderne soluzioni urbanistiche che già hanno interessato via Coti Zelati o via Italia, strade contigue a questa.
Quali soluzioni avranno in serbo per i cittadini le famose proposte delle ditte appaltatrici, quelle che di norma vincono le gare in base alla convenienza economica ?
In una strada in cui lo spazio non c’è, quali soluzioni proporranno le ditte appaltatrici per le famiglie che vivono il problema della disabilità ? In una strada che permarrà a doppio senso di circolazione, per queste persone che hanno diritto ad uno spazio per l’accesso sicuro e la sosta delle loro auto attrezzate, che cosa hanno in serbo le ditte appaltatrici ?
In questa vicenda ha prevalso la paura, l’incomprensione e le urla di chi, preoccupato del senso unico di marcia come di una sciagura imminente ha fatto pressione sulla giunta tramite i suoi esponenti locali fino a determinare la scelta conclusiva.
Hanno vinto i vecchi residenti, coloro che non guideranno più l’auto tra pochi anni ma temono la riduzione della corsia delle auto e il senso unico di marcia come una sventura. Non importa se tra qualche anno qualcun altro da dietro ci spingerà a passeggio su altre ruote, su questa strada in cui sarà rimasto un nastro d’asfalto continuo e un marciapiede assolato.
Hanno vinto coloro che sono convinti che la presenza di clienti nei negozi locali sia favorita dalla mobilità in auto (chissà dove andrebbero a parcheggiare i tanti potenziali clienti all’interno di strade annegate nel centro storico).
Hanno perso le ragioni, gli argomenti, le idee.
Evidentemente i tempi, a Palazzolo Milanese di Paderno Dugnano, non sono ancora maturi per scelte coraggiose.
Quelle che migliorerebbero la qualità della vita di tutti.

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Auto
Auto in sosta (vietata) sul lato ovest, nel tratto alto, quello “libero da barriere architettoniche”

Le urla e le idee…ultima modifica: 2016-03-17T11:44:23+00:00da roberto.alberti
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